La Folénda e l’Ecomuseo

Le selci, chiamate folénde in Lessinia, sono nate milioni di anni fa nei fondali marini. Queste pietre hanno permesso agli esseri umani di svilupparsi grazie alla loro straordinaria capacità di creare il fuoco producendo scintille.

Fino all’Ottocento gli abitanti di queste montagne hanno raccolto, lavorato e usato questo materiale plasmando così il paesaggio. Nell’ultimo secolo il loro uso è andato perso e la selce è stata vista sempre più solo come un “sasso” da scartare, perché nei prati danneggiava gli strumenti agricoli o feriva gli zoccoli dei buoi che tiravano gli aratri.

L’Ecomuseo della Folénda nasce per custodire e raccontare questa eredità dimenticata.

Nel bàito, un antico edificio rurale adibito alla produzione del formaggio, trovano posto pietre, strumenti e le tracce degli ultimi artigiani folendàri.

Il territorio

L’Altopiano della Lessinia è un territorio prealpino caratterizzato da ampi pascoli, dolci rilievi e profonde valli, dove la natura e le attività umane si intrecciano da secoli.

Oltre al suo valore paesaggistico e alla presenza di antiche malghe, l’area si distingue per una straordinaria ricchezza geologica. Le sue rocce sedimentarie, formatesi in antichi ambienti marini, sono spesso ricche di fossili e testimoniano una lunga evoluzione naturale.

In questo contesto si inserisce anche la presenza della selce. I fenomeni carsici, come grotte e doline, completano il quadro di un paesaggio modellato dall’acqua e dal tempo, rendendo la Lessinia un ambiente ideale per lo studio e la valorizzazione della pietra.

Contatti

Ecomuseo della Folénda
Bàito della pontàra

Strada Provinciale, 6
Cerro Veronese, (VR) 37020
Italia